mercoledì 19 giugno 2013

Evangelizzare la "pietà" popolare

No, nun stamme parlanne 'e chi fà pietà ( e ce ne stanne paricchie...) ma di un documento della Conferenze Episcopale Campana che fornisce delle direttive (o norme) per le feste religiose popolari.
Il documento integrale è disponibile qui, al sito della nostra diocesi.
In tale documento si parla di "pietà popolare" come
il complesso di manifestazioni, prevalentemente di carattere comunitario, che nell’ambito della fede cristiana si esprime non secondo i moduli e le leggi proprie della liturgia, ma in forme peculiari sorte dal genio di un popolo e dalla sua cultura e rispondenti a precisi orientamenti spirituali di gruppi di fedeli
La situazione attuale delle cosiddette feste di paese è fotografata nel documento abbastanza realisticamente:
Le numerose feste popolari organizzate nella nostra Regione hanno spesso purtroppo la parvenza del sacro. Per questo motivo esse, svuotate del loro contenuto cristiano, non rendono credibile la fede da parte dei lontani, mentre i giovani le rifiutano perché prive di ogni valore di autentica testimonianza cristiana e i poveri le giudicano più una provocazione che un annuncio gioioso della salvezza.Le stesse processioni frequentemente si risolvono in estenuanti maratone di questuanti che offendono il decoro e il sacro e non sono certo segno di una Chiesa peregrinante.
La pietà popolare va dunque evangelizzata attraverso tre momenti principali:

- Rapporto continuo e fecondo con la Parola di Dio.
- Orientare la pietà popolare verso la liturgia.
- Superare il distacco tra culto e vita.

Quest'ultimo punto è pieno di riferimenti che sono sotto i nostri occhi tutti i giorni:

...vai San Peppe!

La Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti, ha stabilito che:
[...] in virtù delle facoltà concesse dal Sommo Pontefice Francesco, di buon grado decreta che il nome di San Giuseppe, Sposo della Beata Vergine Maria, sia d’ora in avanti aggiunto nelle Preghiere eucaristiche II, III e IV della terza edizione tipica del Messale Romano, apposto dopo il nome della Beata Vergine Maria [...] 
Ciò significa che dalla prossima domenica, nelle Preghiere Eucaristiche 2, 3 e 4 sentiremo dire:

...con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio, con san Giuseppe, suo sposo...

Personalmente, la cosa mi fa piacere. Non ho mai nascosto la mia opinione che a San Giuseppe mancasse qualche "riferimento" in più liturgicamente parlando.
Ebbi a scrivere in passato su questo blog sul "sì" di Maria a Dio e quello di Giuseppe all'Amore come le pietre basilari della dimora di Dio fra gli uomini:

Giuseppe, il più credente degli uomini: crede con la sovrabbondanza dell’amore – non con la carestia – alla propria moglie. Crede perciò all’annunzio: dunque è correo nella fede di Maria.
E’ un giusto d’Israele. Meglie ‘e paricchiē ‘e nuje ca nun vedimmē Ddie dintē ‘e case noste…
Per il «sì» di persone così umili, povere, attente alla volontà di Dio, Gesù, figlio di Davide, entra allora nella storia del mondo.


E da oggi anche nel Messale Romano...yesce!


martedì 28 maggio 2013

L'Eucarestia quale filo che tesse la tela della nostra esistenza teologica

La prossima domenica (pardon: il prossimo Giovedì 30 Maggio...) è la solennità del SS. Corpo e Sangue di Cristo.

Con il Prefazio della SS.Eucaristia I ( o II ) ed il Canone Romano ci si accingerà a celebrare la S.Messa per poi avviare la processione.

In un certo senso "ci alziamo da tavola e deponiamo le vesti" dopo essere stati alla Mensa del Signore, per poter passare all'azione.
A proposito...eccoVi un passo di don Tonino Bello (da cui il titolo del post):

l’Eucaristia non sopporta la sedentarietà. Non tollera la siesta … ci obbliga a un certo punto ad abbandonare la mensa. Ci sollecita all’azione. Questo è il guaio: le nostre Eucaristie … si sciupano nel narcisismo contemplativo e si concludono con tanta sonnolenza lusingatrice, che le membra si intorpidiscono, gli occhi tendono a chiudersi e l’impegno si sterilisce. Se non ci si alza da tavola, l’Eucaristia rimane un sacramento incompiuto …Se prima non si è stati “a tavola”, anche il servizio più generoso reso ai fratelli rischia l’ambiguità, nasce all’insegna del sospetto, degenera nella facile
demagogia e si sfilaccia nel filantropismo faccendiero, che ha poco o nulla da spartire con la carità di Gesù Cristo. Per i presbiteri (e non solo per loro) ogni impegno vitale, ogni battaglia a favore dei poveri, ogni sforzo di liberazione, ogni sollecitudine per il trionfo della verità, devono partire dalla “tavola”, dalla consuetudine con Cristo, dalla familiarità con Lui …Ma “chi sta alla tavola dell’Eucaristia deve “deporre le vesti”. Le vesti della ricchezza, del lusso, dello spreco, della mentalità borghese, per indossare le trasparenze della modestia, della semplicità, della leggerezza
".

"Solo così”, conclude don Tonino Bello, “l’Eucaristia non rimarrà l’inerte dirimpettaia della nostra vita, ma sarà il filo di cui è intessuta tutta intera la tela della nostra esistenza teologica”.

Il Video che Vi posto qui è un altro video di quelli su cui riflettere...

La Stola e il Grembiule - Parte 4 | Don Tonino e la sofferenza

«...quando, appunto, l'ombra della luce, che è la sofferenza, scende sulla vostra anima, quando voi soffrite, non ribellatevi, non dite "Dio perché lo hai fatto", non andate a chieder conto a Dio del perché tutto questo vi succede, ma pensate: "Ecco, Dio sta accanto a me, adesso! ...mi chiede scusa di quello che è successo...!» (don Tonino Bello)

giovedì 23 maggio 2013

Don Andrea Gallo è morto, don Andrea Gallo vive...

Don Andrea con Jovanotti

Don Andrea Gallo. Di recente avevo finito di leggere il suo "Come un cane in chiesa".
Don Andrea non andava molto per il sottile e scuoteva le coscienze come solo sa chi le conosce.
Don Andrea sacerdote anticonformista (lo era anche Gesù per i suoi tempi) ed intellettualmente onesto.
Don Andrea che si era reso conto che il Cristo non era l'ingenuo di turno che si è fatto sopraffare da chi gli stava intorno, ma un Dio che ha scelto volontariamente la croce a testa alta.
Personalmente, Don Andrea e Don Tonino tirano la stessa "molla"...

Che la SS.ma Trinità li accolga nell'Amore così come loro hanno fatto con gli ultimi (cfr Mt cap.21).

Un bellissimo articolo è linkato qui in basso:

Don Andrea Gallo è morto. Don Gallo Andrea vive - Paolo Farinella - Il Fatto Quotidiano

La foto è tratta da http://levisionidik.blogspot.it/2013/05/dal-vangelo-secondo-don-andrea-gallo.html